MorenaOvest Vialfrè – Escursione ad anello

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Un’itinerario perfetto per una rilassante passeggiata immersi nei boschi, adatto praticamente a tutti, senza alcuna difficoltà tecnica e con un minimo dislivello quasi impercettibile.

Questo che vi sto per presentare è uno dei miei itinerari di bassa quota preferiti, ideale per svuotare la mente o al contempo riflettere e pensare, godendosi il profumo dei boschi a due passi da casa. Essendo un itinerario tecnicamente molto semplice è adatto in ogni stagione e  permettere ci godersi a pieno l’ambiente circostante.

Nel cuore del verde Canavese, le colline della Morena Ovest dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea.

Un ambiente boschivo spettacolare, boschi misti di castagni, carpini, robinia ed altre specie arboree tipiche di queste zone, permettono un vero e proprio bagno di foresta, percorrendo splendide strade carrozzabili ciottolate e sentieri perfettamente mantenuti dalle associazioni locali. 

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Cartelli con indicazioni di svolte e pannelli informativi faranno da contorno a questo itinerario permettendoci di conoscere un pò di più dell’ambiente che stiamo visitando. 

L’itinerario che preferisco parte all’inizio del comune di Vialfrè, raggiungendolo dal comune di San Martino, presenta un ampio parcheggio, con un punto acqua ed una piccola trattoria sul lato opposto perfetto per un caffè prima di iniziare la nostra escursione.

Da questo link il dettaglio del luogo di partenza e di arrivo GMaps

Il percorso ad anello ha un’estensione di circa 9km per un dislivello complessivo di circa +/-180m, il tutto seguendo comode strade carrozzabili, brevi tratti di sentiero e stradine interne che uniscono i fondi. 

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Seguendo l’indicazione per via Silva imbocchiamo una strada da subito asfaltata ma che in pochi metri diventa sterrata e ci porta accompagna all’interno del bosco.

Nei primissimi metri inizierete a notare delle imponenti e al quanto suggestive piante di castagno di cui vi parlerò nelle prossime righe.

Proseguendo l’itinerario noterete il susseguirsi di specie arboree e arbustive diverse, da prima castagno e noccioli selvatici, e la presenza di sporadica di robinia (gasìa), successivamente quercia rovere e carpino bianco con il suo caratteristico tronco costolato.

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Dal punto di vista geomorfologico, trovandoci su colline moreniche, quindi generate dai movimenti del ghiacciaio balteo durante il periodo Quaternario, più precisamente nel Pleistocene quando, a causa della diminuzione delle temperature medie e delle maggiori precipitazioni sull’arco alpino, iniziò ad accumularsi una notevole massa di ghiaccio che veniva portata a valle da grandi ghiacciai, che con i loro “movimenti” hanno modellato il territorio, noterete alcuni pannelli informativi che vi spiegheranno in modo più dettagliato l’origine di queste affascinanti colline.

Si presentano nuovamente maestosi castagni con la particolarità di avere un possente tronco alla base fino ad un altezza di circa due metri e poi, diversi tronchi più piccoli che continuano verso l’alto, si tratta dei famosi “Trumpa”, così denominati nell’abitato di Vialfrè, mentre se vi trovate nei boschi di Torre C.se, li sentirete chiamati “Sumpa” 

Si tratta di castagni da frutto volutamente modellati dall’uomo per assumere questa forma, troverete dettagliate informazioni a questo link CollineCanavesane

Poco prima del ricongiungimento con la strada che unisce il comune di Torre a San Martino effettueremo una svolta che ci porterà a “tagliare” la collina morenica portandoci attraverso il bosco su di una carrozzabile che corre parallela a quella appena percorsa, da qui si continua il percorso che ci porterà a risalire verso un’ulteriore collina in direzione di Agliè, per voltare poi a destra verso la zona depressionaria che porta al lago Paolet e all’area attrezzata di Pianezze.
Un ottimo dettaglio descrittivo sul lago lo troverete qui CollineCanavesane
 
Il lago circondato tra due cordoni morenici, si trova attualmente in uno stato terminale della sua esistenza, non essendo presenti immissari è alimentato dalle sole acque di precipitazione e la forte presenza di sedimenti e piante al suo interno lo definiscono  tra lo stadio di palude e quello di torbiera. 
In estate noterete una forte presenza di molte specie di odonati (libellule) ed un canto continuo di rane.
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L’itinerario prosegue scendendo questa collina e portandoci ad attraversare una vasta radura oggi utilizzata a pascolo ma un tempo (solo qualche decennio fa) zona di torbiera e da qui il ricongiungimento con una nuova strada ciottolata che ci porterà in circa mezz’ora nuovamente al parcheggio da cui siamo partiti.

Esistono all’interno di questo complesso sentieristico diverse varianti, quella descritta in questo articolo è un mix di queste, ma se avete tempo potete provarne diversi di questi sentieri, “costruendo” quello che più vi aggrada.

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